TERREMOTO IN MYANMAR: OPAM AL FIANCO DEI BAMBINI E DELLE SUORE

foto OPAM
Aperta una sottoscrizione speciale per sostenere i bisogni primari della popolazione nel post-terremoto. CLICCA QUI per donare online oppure:
Versamento intestato a OPAM mediante:
conto corrente postale 749010
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“Oltre alla guerra, ci mancava questa nuova tragedia. Quanta sofferenza!” Suor Rosanna Favero, responsabile delle adozioni OPAM in Myanmar e nelle Filippine commenta così la notizia del terremoto di magnitudo 7.7 che il 28 marzo ha colpito il Paese. Una scossa davvero potente – per intenderci circa 300 volte quella che ha colpito Amatrice nel 2016 – seguita 12 minuti dopo da un secondo evento di intensità 6.4. 

Mentre si continua con fatica a fare la conta dei danni e delle vittime, all’OPAM arrivano le notizie che riguardano le suore, le bambine dei centri adozione e i ragazzi sostenuti nei campi profughi. 

Nelle parole di suor Pansy c’è tutta la dignità e la resilienza di un popolo pronto a rialzarsi, nonostante le sofferenze senza tregua. “Prima la guerra civile che da 5 anni oramai tiene in ginocchio la popolazione, poi i tifoni e ora il fortissimo terremoto che ha devastato ciò che i bombardamenti avevano risparmiato”.

“Come OPAM accompagniamo questa gente da tanti anni, già prima dello scoppio della guerra civile – dice il Presidente Fabrizio Consorti – e oggi questa comunità a noi così cara e familiare è stata messa nuovamente alla prova. Per sostenere l’emergenza, divenuta ancora più grave a seguito del terremoto, apriamo dunque una sottoscrizione speciale”.

Aiutaci anche tu a sostenere i nostri centri adozione in Myanmar. Con il tuo contributo potrai consentire a questa comunità di aumentare la capacità di autosostegno alimentare, ampliando le colture e l’allevamento di pollame. In queste ore, infatti, anche nei nostri centri adozione come pure nelle scuole dei campi profughi l’emergenza riguarda innanzitutto il reperimento di acqua potabile e cibo.

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“Fortunatamente suor Pansy in Howan e Suor Emi Soe con tutte le bambine hanno potuto comunicare subito dopo la scossa di stare bene. E dopo qualche giorno anche suor Libel e le ragazze più grandi a lei affidate ci hanno confermato di essere in salvo” ci dice suor Favero.

“Mentre rimaniamo in costante attesa di aggiornamenti rinnoviamo il nostro impegno per questa terra martoriata, per queste bambine, per i ragazzi e le loro famiglie, e per le nostre care suore, che non hanno mai smesso in questi anni di continue e rinnovate difficoltà di prendersi cura di tutti loro” conclude Consorti.