“Le priorità sono quelle dettate dall’emergenza: alimentazione, assistenza sanitaria e istruzione. Nello stato di Kayah dove si trovano i campi profughi ai quali portiamo assistenza, l’istruzione è una piaga che si aggrava sempre di più. Nei campi continua l’esperienza delle scuole comunitarie, ma mancano fondi e insegnanti, e rimane costante la paura che queste scuole diventino bersagli di bombardamenti e attacchi di artiglieria. Le scuole sono chiuse da quattro anni, ed è difficile mantenere vivo l’interesse per lo studio in un contesto tanto misero e incerto. Grazie al vostro contributo però possiamo provvedere a libri, quaderni e altro materiale per l’insegnamento e anche al pranzo per i bambini che frequentano le lezioni. Siete la speranza più grande per la nostra gente”.