LA SCUOLA INFERMIERI DI LOLO, UN FARO NELLA FORESTA

Nella parte nord-occidentale della Repubblica Democratica del Congo, nelle profondità della Provincia di Mongala, dove cresce rigogliosa la foresta pluviale equatoriale, esiste un luogo dove il bianco e il rosa dei camici sfida il verde intenso della giungla. Si tratta dell’Istituto Tecnico Medico (ITM) di Lolo, la scuola secondaria di Infermieristica e Ostetricia gestita dalla diocesi e riconosciuta dallo Stato, che l’1 settembre scorso ha aperto l’anno scolastico 2025-2026 con un totale di 185 studenti.

Diretto dalla Preside Madame Chantal Ambwaka Mokonda, che vanta 24 anni di esperienza nell’insegnamento, la struttura rappresenta il cuore pulsante della formazione sanitaria per un intero quadrante del nord del Congo.

IL RICHIAMO DI LOLO

Per comprendere l’importanza dell’ITM di Lolo, basta guardare i registri delle presenze. Qui leggiamo i nomi di ragazzi che arrivano da Buta, a 355 chilometri di distanza, o da Aketi, dopo aver percorso 166 chilometri di piste spesso impraticabili.

In una regione dove i trasporti sono un miraggio e le comunicazioni un lusso, cosa spinge 185 giovani a lasciare le loro famiglie di coltivatori per diventare la prima linea di difesa contro la malattia e la mortalità materno-infantile?

L’OPPORTUNITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO

La risposta sta in una parola che per quei ragazzi non è sinonimo di qualcosa di dovuto o di scontato: opportunità. L’ITM di Lolo, infatti, non è una scuola come le altre o solo un punto su una mappa amministrativa. È un esperimento di resilienza sociale, un moltiplicatore di speranza, che da anni è alimentato dalla generosità e dall’amicizia dei sostenitori dell’OPAM, alle quali per l’anno scolastico 2025-26 si è unito il prezioso contributo di PROSOLIDAR che ha garantito la copertura del costo delle tasse scolastiche a molti studenti e l’acquisto alla scuola di fondamentali materiali didattici. 

Una forma di sostegno che, oggi più che mai, rappresenta per tutto il quadrante nord-occidentale del Congo un faro acceso per una sanità dignitosa, seppure lontanissima dagli standard delle aree più sviluppate, contro l’assenza totale di assistenza.

IN PRIMA LINEA TRA MALARIA E NASCITE

“Nel 2021 siamo passati da un corso unico di Infermieristica a due corsi, grazie al nuovo percorso di Ostetricia. E da allora non ci siamo più fermati” spiega la Preside Mokonda, con la fermezza di chi ha passato 24 anni in aula. Leggere il suo rapporto ufficiale relativo all’anno scolastico 2025-2026 dell’ITM  di Lolo è come fare una visita tra le mura dell’istituto: ci aiuta ad entrare nella realtà di questa scuola, fatta di pragmatismo estremo.

BIANCO E ROSA, I COLORI DELLA SPERANZA

In divisa bianca, gli aspiranti infermieri si addestrano a gestire le emergenze che in questo territorio sono la routine: la malaria grave che colpisce i neonati, la gestione delle infusioni, il monitoraggio costante dei parametri vitali. Dall’altra parte, in divisa rosa, le future ostetriche imparano a leggere i segni della vita. In un territorio dove il tasso di mortalità materna è una piaga aperta, il loro lavoro — dalle visite prenatali alla misurazione del battito fetale — rappresenta l’unica speranza per migliaia di donne della zona. 

Anche quando il sole cala su Lolo e la difficoltà di accesso alla luce elettrica complica ogni attività, i ragazzi in camice rosa e bianco continuano a studiare. Sanno che, una volta diplomati, saranno loro l’unico operatore sanitario che molti degli abitanti dei loro villaggi vedranno mai.

A TU PER TU CON I NOSTRI STUDENTI

Guidati dal rapporto della Preside continuiamo la nostra visita entrando in aula e nelle sale dell’Ospedale Generale di Riferimento di Lolo dove il nostro futuro personale sanitario svolge il suo tirocinio, per conoscere da vicino i nomi e le storie di alcuni dei nostri studenti.  Mentre dalle tabelle contenute nel rapporto annuale deduciamo dettagli importanti sulla composizione generale della popolazione studentesca, relativi ad età, genere e provenienza.

Il quadro statistico

Gli studenti frequentanti hanno:

  • un’età compresa tra i 15 e i 27 anni;  
  • riguardo al genere si contano 123 ragazzi e 62 ragazze;
  • gli studenti provengono in alta percentuale da località distanti da Lolo fino a 355 km, attratti dall’ottima reputazione dell’istituto e dal supporto dei benefattori.
Le presentazioni

Ad arricchire la conoscenza della nostra scuola, però, è l’incontro ravvicinato con Hubert, Julienne, Adrien e Angel in aula, in un momento di pausa che hanno dedicato a noi per presentarsi; con un gruppo in divisa rosa che nelle foto selezionate vediamo misurare l’altezza uterina, il battito cardiaco fetale o il peso delle gestanti; e con un secondo gruppo in divisa bianca che vediamo impegnato a somministrare farmaci iniettabili, a controllare pressione arteriosa e temperatura, e ad inserire flebo, fondamentali nei casi di malaria grave.

FUTURI INFERMIERI E OSTETRICI IN CORSIA

Apaka Engili Honore, originario di un piccolo villaggio a 120 km da Lolo, è figlio di coltivatori; è venuto a studiare a Lolo perché i genitori hanno appreso che l’ITM di Lolo è sostenuto da benefattori che garantiscono attrezzature e borse di studio che sollevano le famiglie dal costo delle tasse scolastiche. Prende la misura dell’altezza della gestante durante la consultazione prenatale.

Masimo Kwasa, giunge dal villaggio di Yelunzi, provincia di Tshopo a 65 km da Lolo. Nato da una famiglia di coltivatori, sta frequentando l’ITM grazie al sostegno dei benefattori, ai quali per l’anno 2025-26 si è unita la Fondazione italiana PROSOLIDAR, che ha coperto tasse scolastiche e garantito materiale didattico. Prende la misura del peso della gestante durante la consultazione prenatale.

Mbasani Ngumo Ruth, originaria di Aketi, provincia del Basso Uele a 166 km da Lolo; ha scelto anche lei l’ITM di Lolo per l’influenza positiva del sostegno alla scuola da parte dei benefattori. Misura l’altezza uterina della gestante durante la consultazione prenatale.

Adasi Mokombe Léon, provienente da Yainengu, villaggio situato a 55 km da Lolo; dice di essere stato spinto a proseguire gli studi a Lolo dalla presenza dei benefattori. Inizia il trattamento endovenoso di chinino in un neonato con malaria grave presso il servizio d’urgenza dell’Ospedale Generale di Riferimento di Lolo.

Imowo Yenga Clémence, viene da Yalimbongo nella provincia di Tshopo, a 166 km da Lolo. La famiglia lo ha mandato a studiare grazie alla notizia che l’ITM gode del sostegno dei benefattori. Controlla il battito cardiaco del bambino della gestante durante la consultazione prenatale.

Missio Molando, originario di Loloka a 24 km da Lolo. Ha scelto l’ITM di Lolo per la garanzia di qualità data dal sostegno dei benefattori. Somministra farmaci iniettabili a una paziente.

Ebosili Masebu Kelvin, arriva da Buta capoluogo della provincia del Basso Uele, situato a 355 km da Lolo; proveniente da una famiglia indigente, è venuto a studiare all’ITM di Lolo perché i genitori hanno saputo del sostegno dei benefattori. Prende la misura del perimetro brachiale di una gestante alla consultazione prenatale presso la maternità dell’Ospedale Generale di Riferimento di Lolo.

Kolo Ebe Julienne, viene da Bumba a 80 km da Lolo. Sogna che un giorno i benefattori possano sostenere la diocesi con borse di studio anche per gli studenti universitari, affinché lei possa accedervi. In questa immagine controlla la pressione arteriosa di una paziente all’Ospedale Generale di Riferimento di Lolo.

Matsi Otundu, provienente da Ebonda a 89 km da Lolo; è stata attratta all’ITM dal sostegno dei benefattori a favore dell’istituto. Controlla la pressione arteriosa di un paziente.

Mbelinase Mabosso Josaphat, originario di Lolo; è lusingato dal sostegno dei benefattori grazie ai quali sta ricevendo una formazione di qualità che gli permetterà di correggere le tecniche obsolete della pratica infermieristica praticata nel territorio. Prende la temperatura di un paziente all’Ospedale Generale di Lolo.