
Mansabá è un grande villaggio della regione di Oio che versa in una condizione di isolamento dal punto di vista educativo, sociale e sanitario. Il villaggio si trova in una delle regioni più popolose della Guinea Bissau, un Paese in cui circa il 50% delle persone di età superiore ai 15 anni è analfabeta e in cui un terzo dei bambini in età scolare non frequenta regolarmente la scuola o la abbandona precocemente.
Una scuola con 882 studenti tra materna, primaria, media e liceo ma solo 9 aule, lezioni mattina e pomeriggio anche in strutture temporanee in legno, ma il forte sovraffollamento incide su attenzione e frequenza. Si vogliono costruire tre aule per i piccoli della materna, che necessitano di più attenzione: educare ione di qualità già dalla prima infanzia significa intervenire alla radice dell’analfabetismo e dare ai bambini basi indispensabili per il loro futuro.
I Missionari Oblati di Maria Immacolata, sul territorio dal 2003 con la missione di Farim, offrono servizi sanitari ed educativi. A Mansabá, gestiscono la scuola “Sant’Eugenio de Mazenod”, che conta 882 studenti tra materna, primaria, media e liceo.
Stefano Tasca, missionario OMI, ci scrive: “Nonostante i tanti iscritti, la nostra scuola ha solo nove aule. Accogliamo tutti gli studenti con lezioni mattutine e pomeridiane, usando anche un salone e una struttura temporanea in legno, ma c’è un forte sovraffollamento, che incide sulla loro attenzione e frequenza. Vi chiediamo € 15.000 per costruire tre aule per i piccoli della materna, che necessitano di più attenzione, soprattutto per l’apprendimento del portoghese (lingua di insegnamento che possono imparare solo a scuola, visto che in famiglia si parlano creolo e vari dialetti). Al progetto contribuiranno anche l’Associazione Missionaria Maria Immacolata per parte della costruzione e del mobilio, l’OMI per un pozzo per l’acqua (i cui lavori sono appena iniziati) e la comunità locale per il materiale didattico. Contiamo su di voi: investire nella prima infanzia significa intervenire alla radice dell’analfabetismo e dare ai bambini basi indispensabili per un futuro diverso”.