
Kitabi è un insediamento rurale che sorge a 1.600 metri nella regione occidentale dell’Uganda Si trova nel territorio della parrocchia St. Peter che appartiene all’arcidiocesi di Mbarara. La popolazione, in maggioranza di etnia Banyankole, vive di agricoltura di sussistenza. Solo una piccola parte delle modeste coltivazioni, per la precarietà delle vie di comunicazione, viene commercializzata. La maggior parte degli uomini è così costretta a trasferirsi nei centri urbani e le donne portano da sole il peso della famiglia e della vita dei villaggi, pur restando escluse dai processi decisionali a causa di una cultura che le discrimina.
Per contrastare l’elevata evasione scolastica nel villaggio, soprattutto femminile, è nata una nuova scuola primaria per offrire alle alunne, che ora sono 200, una preparazione che assicuri loro ottime basi per proseguire con gli studi secondari. La scuola ha il problema dell’acqua potabile che è fornita da una società con un servizio costoso e discontinuo. E, nella stagione secca le bambine della scuola sono costrette a recarsi a una fonte lontana e in mezzo a una palude. Ma l’acqua non è potabile con il rischio di contrarre pericolose malattie, e, oltre al tempo perso, per recarsi alla fonte le bambine corrono seri rischi nel tragitto. C’è un progetto per scavare un pozzo e dotare la scuola di un impianto di acqua potabile.
A Kitabi ci sono due scuole primarie, una è costosa e l’altra di qualità scadente e ciò favorisce l’elevata evasione scolastica, soprattutto delle bambine. Per contrastare questo fenomeno l’arcidiocesi di Mbarara ha fondato quest’anno la “St. Josephine Bakhita Girls’ Preparatory School”. Si tratta di una scuola primaria femminile che va dalla quarta alla settima classe. La scuola nasce per offrire alle ragazze una preparazione di qualità e un’educazione umana integrale fondata su solidi valori etici e morali, che assicuri loro ottime basi per proseguire con gli studi secondari. La speranza è di formare giovani donne consapevoli e capaci di contribuire allo sviluppo della comunità. Attualmente è frequentata da 200 alunne e ha uno staff di 14 collaboratori di cui 5 insegnanti. Fra le sfide più grandi che la scuola si trova ad affrontare c’è la carenza d’acqua.
Ci scrive Padre Hillary Katusiime, direttore della scuola: L’acqua, indispensabile al funzionamento della scuola, ci viene fornita dalla National Water and Sewerage Corporation, con un servizio costoso e discontinuo. Durante la stagione secca le alunne sono costrette a recarsi a una fonte in mezzo ad una palude distante dalla scuola. L’acqua non è potabile e veicola pericolose malattie, recarsi alla fonte sottrae molto tempo alla didattica e le bambine corrono seri rischi nel tragitto. Chiediamo l’aiuto dell’OPAM per dotare la scuola di un pozzo e di un sistema di raccolta dell’acqua piovana. Con una pompa solare anche nella stagione secca saremo in grado di immagazzinare l’acqua in serbatoi e disporne per tutto l’anno, con grande risparmio economico e vantaggi per la salute dell’intera comunità scolastica. Il costo dei lavori è di € 16.320, il contributo locale è pari a € 1.320, l’OPAM dovrebbe intervenire per i rimanenti € 15.000. La scuola non beneficia di aiuti governativi e alle famiglie non possiamo chiedere di più. Ci affidiamo alla vostra sensibilità per la realizzazione di questo importante progetto.