
Bibwa è un piccolo agglomerato del Comune della N’sele, nella provincia di Kinshasa, situato 50 km a est della capitale e a 3 km dall’aeroporto internazionale di N’djili, lungo il fiume N’sele. Grandi sono le difficoltà che l’affliggono: forte concentrazione della popolazione, povertà, mancanza di infrastrutture, carenza di scuole, problemi di acqua e di elettricità, assenza di strade decenti e di alloggi decorosi, insalubrità. Alto è il tasso di disoccupazione e gravi sono i problemi sociali che ne scaturiscono. Molti sono i minori che non vanno a scuola e vivono di espedienti in strada abbandonati a sé stessi, spesso dediti ad attività illecite e vittime di abusi di ogni genere.
Un quartiere di Bibwa è reso molto pericoloso per la presenza dei “kuluna”, gruppi di giovani di strada violenti che feriscono, rapiscono, aggrediscono, violentano ragazze senza che la polizia. possa intervenire. Qui i 4 edifici di una scuola con 1.840 bambini tra materna, primaria e secondaria sono privi di protezioni, intorno alla scuola ci sono spesso scontri e disordini, a volte malviventi armati riescono ad entrare, compiono atti vandalici e terrorizzano i ragazzi e il personale.
In questa difficile realtà operano le Suore Passioniste di San Paolo della Croce che nel 2003 hanno costruito a Bibwa un centro per il recupero dei bambini di strada. Questo si è presto trasformato in un grande complesso scolastico, che conta oggi 1.840 allievi: 60 bambini di scuola materna, 950 alunni di scuola primaria e 830 studenti (530 ragazze e 300 ragazzi) di secondaria. È il “Lycée Marie Madeleine Frescobaldi”, che prende il nome dalla marchesa fiorentina fondatrice nel 1815 delle Suore Passioniste.
Suor Bernadette Tamfutu, Superiora provinciale, ci scrive: Il complesso scolastico a Bibwa ci preoccupa molto perché concentra quattro edifici e un numero assai elevato di alunni all’interno di uno spazio non tutelato. Gruppi di giovani di strada conosciuti come “kuluna” seminano il terrore nel quartiere: feriscono, rapiscono, aggrediscono e violentano le ragazze sotto lo sguardo impotente e a volte complice della polizia. Intorno alla scuola ci sono spesso scontri e disordini, a volte malviventi armati riescono ad entrare, compiono atti vandalici e terrorizzano i ragazzi e il personale. Per porre rimedio a questa situazione insostenibile abbiamo iniziato a costruire un muro di cinta in mattoni e cemento alto 3 metri, ma i lavori si sono interrotti dopo pochi metri per la mancanza di fondi impedendoci di coprire l’intero perimetro di 800 metri. Il costo dell’opera è di € 13.400, la comunità locale si impegna ad aiutare con la mano d’opera, il trasporto e il reperimento di parte del materiale per un importo equivalente a € 1.332, ma per i restanti € 12.068 chiediamo l’aiuto dell’OPAM. È un’opera urgente per preservare la struttura e garantire l’incolumità degli alunni e del personale. Sarebbe davvero paradossale se una scuola come la nostra, nata per far crescere i bambini in un ambiente sano e sicuro, non riuscisse a porli al riparo dalla violenza che imperversa nella zona.