
Loto è un centro abitato di circa 9.000 abitanti, situato nella provincia di Sankuru in piena foresta equatoriale. La situazione sociale e sanitaria è precaria. L’attesa media di vita alla nascita è di 47 anni e il 51% della popolazione è sotto la soglia della povertà. Si sopravvive con la caccia, la pesca nei grandi fiumi e l’agricoltura, un’economia fragile che resta di sussistenza a causa della totale mancanza di strade. Loto è raggiungibile da Kole, la città più vicina (119 km), tramite viottoli in terra battuta percorribili esclusivamente in moto o bicicletta. Nel villaggio di Loto ci sono: 1 scuola materna, 5 scuole primarie e 9 secondarie. Strutture del tutto insufficienti se si considera che il 70% della popolazione è costituita da bambini e giovani in età scolare e che molti di loro, a causa della povertà e della scarsa qualità dell’educazione (sovraffollamento, mancanza di libri e sussidi didattici, carenza di insegnanti), non frequentano la scuola.
La scuola residenziale del seminario da molti anni offre una formazione integrale, umana, morale e intellettuale di qualità per i molti giovani che la frequentano. anche se non tutti poi proseguono fino al sacerdozio. Ma i dormitori sono in pessime condizioni, fatiscenti, al punto che è diventato pericoloso e rischioso per i ragazzi viverci, come dimostra un recente episodio.
A Loto si trova il seminario minore “San Kizito”, della diocesi di Kole, che da molti anni offre formazione integrale, umana, morale e intellettuale di qualità non solo per i futuri preti. Infatti i giovani che lo frequentano a volte non proseguono fino al sacerdozio ma grazie alla formazione ricevuta diventano cittadini responsabili e competenti, di cui la società congolese ha un immenso bisogno. Attualmente il seminario, che è una scuola residenziale, ospita 201 ragazzi delle ultime classi della primaria e della secondaria. Il problema più grave è la pessima condizione dei dormitori, fatiscenti, che devono essere ricostruiti completamente.
Scrive l’abbé Armand Lodiha Otshudi, rettore del seminario: La notte del 12 marzo un seminarista del I anno (13 anni di età) ha rischiato di perdere la vita durante una tempesta che si è abbattuta nella nostra zona. Il ragazzo dormiva sotto una finestra che, scardinata dal vento, lo ha colpito alla testa. Grazie al tempestivo intervento di un formatore si è salvato ma ha perso conoscenza e ora i ragazzi quando piove e tira vento sono terrorizzati. L’episodio ha destato preoccupazione anche nelle famiglie che hanno minacciato di ritirare i figli se durante le vacanze estive non si provvede a restaurare e mettere in sicurezza il dormitorio. Il seminario è in grado di sostenere l’attività ordinaria, con le rette e il contributo annuale della Chiesa e dei sostenitori delle adozioni OPAM, ma non potremmo mai affrontare da soli i costi del progetto pari a € 22.167, inclusi materiali e mano d’opera. Il contributo locale è di € 6.300, quello richiesto all’OPAM è di € 15.867. Certi che il nuovo dormitorio contribuirà a ridurre l’incidenza di malattie e migliorerà il rendimento scolastico, ci rivolgiamo fiduciosi a voi sapendo quanto vi stia a cuore la nostra realtà educativa e vi ringraziamo anticipatamente di cuore.