
La Diocesi di Sylhet si trova nel nord-est del Bangladesh, una zona con estese coltivazioni di tè che danno impiego a molte persone delle circa 20 comunità tribali del territorio. Tuttavia il salario di circa € 1,5 al giorno è al limite della sopravvivenza, specie per famiglie con molti figli in un Paese dove il sistema scolastico pubblico non riesce a farsi carico dei costi per l’istruzione, soprattutto dei bambini provenienti dalle zone rurali e tribali. Così circa 7.000 bambini rischiano di rimanere analfabeti. Per questo la diocesi ha aperto negli anni più di 100 scuole primarie e secondarie, ma spesso le famiglie non possono sostenere le rette seppure molto basse. Un altro problema è la lingua: sebbene il progetto si rivolga a bambini di etnie diverse, di lingua khasia e garo, i testi scolastici governativi sono in bengali e perciò è molto importante che le insegnanti padroneggino sia la lingua nazionale che quelle tribali. Ogni classe è mista, con bambini dal 1° al 5° anno di primaria e alcuni di materna.
La scuola primaria di un quarto villaggio si è ora aggiunta a quelle di tre villaggi già sostenute dall’OPAM con ottimi risultati. Gli stipendi di quattro insegnanti delle scuole, un’assistente e una coordinatrice, a carico non dello stato ma della diocesi, sono a rischio per la scarsità di risorse e così è a rischio anche l’educazione primaria non solo degli attuali 119 alunni e alunne, ma di tutti i bambini dei quattro villaggi.
La richiesta di aiuto che ci arriva è per il pagamento dello stipendio degli insegnanti in quattro scuole primarie nei villaggi di Jumgoan, Sonachora, Lama e Kathalbari. Abbiamo già sostenuto in passato le prime tre scuole, alla loro apertura, e l’efficacia del lavoro ci spinge a proseguire aggiungendo Kathalbari, che per altro funziona come centro di coordinamento. Benché le scuole cattoliche siano riconosciute dal governo, non ricevono supporti economici dallo Stato e la diocesi si fa carico dello stipendio di 115 insegnanti. Il vescovo ci chiede tre anni di retribuzione per quattro insegnanti, un’assistente e una coordinatrice per assicurare la formazione primaria a 119 bambine e bambini nelle quattro scuole, già edificate, attrezzate e attive.
Mons. Francis Shorot Gomes, il vescovo di Sylhet, ci spiega: Le famiglie delle colline del tè appartengono alla minoranza indigena, afflitta dalla povertà ed è praticamente impossibile per loro sostenere economicamente una scuola. Se la diocesi non intervenisse, i bambini di questi villaggi sarebbero privati della possibilità anche solo di una educazione primaria. Abbiamo di recente di poco aumentato lo stipendio delle maestre e possiamo contare su un contributo delle comunità locali equivalente a soli € 2.700. Pertanto ci appelliamo alla vostra generosità per l’importo rimanente di € 10.700. Vi garantiamo una puntuale informazione sull’andamento del progetto ogni sei mesi. Siete sempre nelle nostre preghiere.